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SALONE AUTO TORINO 2026 LE NOVITA’

SALONE AUTO TORINO 2026
L’elettrico cambia passo. Le novità viste dal nostro inviato
Geely E2, Chery Q, OMODA 4, Leapmotor, BMW, Lancia, Mercedes, GAC e una nuova generazione di automobili che racconta quanto velocemente stia cambiando il mercato.
di Matteo Brutto
Collaboratore e inviato di Auto Elettriche Italia
47
MARCHI
135
NOVITÀ
37
ANTEPRIME NAZIONALI
11–13
SETTEMBRE 2026

Torino torna capitale dell’automobile e lo fa mostrando un settore profondamente diverso da quello che conoscevamo soltanto pochi anni fa. Per tre giorni Piazza Castello, Piazzetta Reale e l’area dei Musei Reali si sono trasformate in un grande salone a cielo aperto, con decine di costruttori e un numero impressionante di novità.

Ma osservando l’edizione 2026 dalla prospettiva di Auto Elettriche Italia, il cambiamento appare ancora più evidente. L’elettrico non occupa più un angolo della manifestazione riservato alla “mobilità del futuro”: è entrato nel cuore dell’offerta automobilistica contemporanea.

E questa volta Auto Elettriche Italia non ha seguito il Salone soltanto attraverso comunicati e presentazioni ufficiali. Eravamo a Torino, con il nostro collaboratore Matteo Brutto, accompagnato da Margherita.

 

Matteo  e Margherita al Salone Auto Torino 2026 per Auto Elettriche Italia. Foto: Auto Elettriche Italia.
UNA MANIFESTAZIONE, DUE MONDI
Europa e Asia si incontrano nel cuore di Torino
Da una parte BMW, Mercedes, Lancia, Renault e gli altri grandi nomi europei. Dall’altra Geely, Chery, Leapmotor, GAC, BYD, XPENG e Zeekr. Torino 2026 racconta soprattutto questo: la battaglia per l’automobile elettrica è diventata globale.
IL NUOVO FRONTE CINESE

Geely E2: piccola fuori, enorme per importanza

Non è necessariamente l’automobile con i numeri più spettacolari del Salone. Eppure la Geely E2 potrebbe essere una delle vetture più importanti viste a Torino.

Il motivo è semplice. L’Europa dispone ormai di SUV elettrici da 400, 500 o 600 CV, batterie enormi e listini premium. Ciò che continua a mancare è invece un’offerta realmente ampia di elettriche compatte, efficienti e accessibili. Ed è precisamente lo spazio nel quale vuole entrare la E2.

Geely E2, la compatta elettrica con cui il costruttore cinese prepara una nuova offensiva sul mercato europeo. Immagine illustrativa.
GEELY E2 · PERCHÉ È IMPORTANTE
URBAN EV
Pensata per uno dei segmenti potenzialmente più grandi d’Europa.
5 STELLE EURO NCAP
Un risultato decisivo per conquistare la fiducia europea.
NUMERO 1 IN CINA
Geely la indica come urban EV più venduta in Cina nel 2025.
LA VERA DOMANDA
Quanto costerà in Italia? Il prezzo potrebbe deciderne il successo.

Dalla E2 alla Zeekr 7X: Geely gioca su più tavoli

La strategia del gruppo diventa ancora più interessante osservando ciò che si trovava poco più in là. Accanto alle Geely, Torino ospitava infatti Zeekr X, 7GT e 7X.

Qui cambiano dimensioni, prestazioni e soprattutto posizionamento: Zeekr rappresenta il volto tecnologicamente più sofisticato e premium del gruppo.

 

Matteo  davanti alla Zeekr 7X esposta al Salone Auto Torino 2026. Foto: Auto Elettriche Italia.

Non siamo quindi davanti al semplice arrivo in Europa di qualche nuovo modello cinese. Stiamo assistendo alla costruzione di gamme capaci di attaccare contemporaneamente segmenti differenti, dalla compatta urbana fino al grande SUV premium. Ed è una strategia che altri gruppi asiatici stanno iniziando a replicare.

CHERY CAMBIA STRATEGIA

Una BEV per il grande pubblico. Una full hybrid per chi non è ancora pronto

A Torino il Gruppo Chery ha mostrato molto bene quanto possa essere articolata oggi una strategia di elettrificazione. Da una parte troviamo Chery Q, B-SUV completamente elettrico. Dall’altra OMODA 4, che sceglie invece la strada full hybrid.

Due automobili differenti, ma una stessa domanda: come conquistare l’automobilista europeo?

Chery Q

4,20 m
LUNGHEZZA
52 kWh
BATTERIA
122 CV
POTENZA
380 km
AUTONOMIA

Il nuovo B-SUV elettrico misura circa 4,20 metri e dispone di un passo di 2,70 metri. La batteria ha una capacità di 52 kWh, il motore anteriore sviluppa 122 CV e l’autonomia dichiarata raggiunge i 380 km. L’arrivo sul mercato italiano è previsto nel 2027.

Chery Q, il nuovo B-SUV 100% elettrico atteso sul mercato italiano nel 2027. Immagine illustrativa.

A prima vista 380 km possono sembrare poco impressionanti accanto alle grandi ammiraglie che promettono 700 o addirittura 900 km. Ma forse stiamo ponendo la domanda sbagliata.

Per milioni di automobilisti potrebbe essere più interessante un’elettrica con batteria ragionevole, consumi contenuti, dimensioni compatte e prezzo accessibile piuttosto che una vettura capace di attraversare mezza Europa senza fermarsi.

OMODA 4

ATTENZIONE · NON È UNA BEV
OMODA 4 SHS-H utilizza un sistema full hybrid. La raccontiamo perché rappresenta perfettamente la strategia multitecnologica con cui Chery sta affrontando il mercato europeo.

OMODA 4 SHS-H, anteprima nazionale a Torino 2026: full hybrid da 224 CV e nuovo tassello dell’offensiva europea del Gruppo Chery. Immagine illustrativa.

Il sistema abbina un 1.5 TGDi da 143 CV a un motore elettrico da 204 CV, per una potenza complessiva di 224 CV.

Chery, in altre parole, non sta scommettendo tutto su una singola tecnologia. BEV, full hybrid e altre forme di elettrificazione vengono utilizzate per intercettare clienti con esigenze differenti.

L’AUTO ELETTRICA DI MASSA POTREBBE NASCERE QUI

Leapmotor B03X

C’è un’altra vettura che, lontano dai riflettori delle supercar elettriche, potrebbe avere un’importanza commerciale ben maggiore: Leapmotor B03X.

Leapmotor B03X, B-SUV elettrico da 197 CV con autonomia dichiarata fino a 382 km WLTP. Immagine illustrativa.
LEAPMOTOR B03X · DATI PRINCIPALI
LUNGHEZZA
4,27 metri
POTENZA
197 CV
AUTONOMIA
fino a 382 km WLTP
RICARICA DC
fino a 133 kW
ARCHITETTURA
CTC 2.0 Plus

La ricetta Leapmotor è ormai riconoscibile: tecnologia, dotazione generosa e pressione sul prezzo.

È qui che la competizione con i costruttori europei diventa particolarmente interessante. Perché il prossimo grande salto dell’elettrico probabilmente non arriverà da un’altra vettura da 100.000 euro. Arriverà quando una BEV sufficientemente completa diventerà economicamente raggiungibile da una famiglia normale.

EUROPA, ADESSO TOCCA A TE
La risposta dei costruttori europei
La Cina spinge soprattutto su prezzo, velocità di sviluppo e ampiezza dell’offerta. BMW, Mercedes e Lancia rispondono con piattaforme di nuova generazione, autonomie sempre maggiori e ricarica ad altissima potenza.

BMW i3

800 volt. 400 kW. Quasi 900 km.

Tre numeri sono sufficienti per capire quanto velocemente stia avanzando la tecnologia. La nuova BMW i3 non è la reincarnazione della piccola elettrica del 2013. È una berlina di nuova generazione e uno dei modelli centrali della nuova strategia elettrica BMW.

 

Nuova BMW i3: architettura elettrica a 800 volt, ricarica fino a 400 kW e autonomia dichiarata fino a circa 900 km WLTP. Immagine illustrativa.

Nella configurazione i3 50 xDrive troviamo 345 kW, equivalenti a 469 CV, architettura elettrica a 800 volt e ricarica in corrente continua fino a 400 kW. L’autonomia dichiarata può avvicinarsi ai 900 km WLTP.

IL NUMERO CHE CAMBIA LA PROSPETTIVA
In condizioni ideali BMW dichiara fino a 400 km recuperati in circa 10 minuti.

Quando la ricarica raggiunge questi livelli, il problema non è più soltanto quanto è grande la batteria, ma quanto velocemente l’auto riesce a utilizzarla e ricaricarla.

Lancia Gamma

Una grande scommessa italiana

C’è poi un’automobile che a Torino assume inevitabilmente un significato particolare: Lancia Gamma. Disegnata, progettata e sviluppata in Italia e destinata alla produzione nello stabilimento di Melfi, è un crossover fastback di 4,67 metri basato sulla piattaforma STLA Medium.

Lancia Gamma: il nuovo crossover italiano sarà disponibile anche in tre configurazioni completamente elettriche. Immagine illustrativa.
230 CV
oltre 500 km dichiarati
245 CV
oltre 700 km nella versione più efficiente
375 CV AWD
variante elettrica ad alte prestazioni

Ma ridurre Gamma ai numeri sarebbe un errore. Qui c’è anche una questione industriale e simbolica: uno dei marchi storici dell’automobilismo italiano prova a costruire una parte del proprio rilancio proprio sull’elettrificazione.

10 MINUTI POSSONO CAMBIARE TUTTO

Mercedes Classe C elettrica

La trasformazione arriva persino in uno dei territori più tradizionali dell’automobile europea: la berlina premium. La nuova Mercedes-Benz Classe C elettrica dichiara fino a 762 km WLTP, ma è probabilmente un altro numero quello che merita maggiore attenzione.

Mercedes-Benz Classe C elettrica: fino a 762 km WLTP dichiarati e ricarica ad altissima potenza. Immagine illustrativa.
+325 KM
IN CIRCA 10 MINUTI
È l’energia che Mercedes dichiara possa essere recuperata nelle condizioni ottimali. La guerra dell’autonomia sta diventando la guerra del tempo di ricarica.

Perché un’elettrica capace di percorrere oltre 700 km e di recuperare centinaia di chilometri durante una breve sosta modifica radicalmente il modo in cui valutiamo un viaggio.

LA SORPRESA ARRIVA DA MILANO

GAC Aion UT

Tra i nomi ancora poco conosciuti dal pubblico italiano ce n’è uno che merita di essere annotato: GAC. La sua Aion UT è una compatta elettrica di 4,27 metri con passo di 2,75 metri e autonomia dichiarata fino a 430 km WLTP.

GAC Aion UT: compatta elettrica sviluppata con il contributo del centro stile europeo di Milano e accreditata di un’autonomia fino a 430 km WLTP. Immagine illustrativa.

Il passaggio dal 30 all’80% della batteria viene dichiarato in circa 24 minuti.

Ma c’è un dettaglio che rende questa automobile particolarmente interessante per noi: il design è stato sviluppato con il contributo del centro europeo GAC di Milano. E proprio a Torino Aion UT ha conquistato il riconoscimento Best Exterior Design del Torino Automotive Design Award 2026.

Sette protagoniste non bastano a raccontare Torino

L’elenco delle elettriche presenti era molto più ampio. BYD Dolphin Surf e Sealion 7, Dongfeng Box, Kia EV5 GT, Mazda CX-6e, Peugeot E-3008 Long Range, Renault Twingo E-Tech Electric, Suzuki e Vitara, Tesla Cybertruck, XPENG e diversi modelli Zeekr completavano un panorama che soltanto pochi anni fa sarebbe stato difficile immaginare.

Ed è proprio qui che Torino 2026 cambia prospettiva. Non siamo più davanti a pochi costruttori che cercano di dimostrare la validità dell’automobile elettrica.

Siamo davanti a decine di costruttori che cercano di convincerci che la loro elettrica sia migliore di quella del concorrente.

Non è più Tesla contro l’Europa
È Cina contro Europa. Europa contro Corea. Premium contro low cost. Autonomia contro prezzo.
E soprattutto è una competizione nella quale nessuno può più permettersi di rimanere fermo.

La domanda che Torino lascia aperta

Per anni abbiamo chiesto all’auto elettrica: «Riesce davvero a sostituire un’auto a benzina?»

«Qual è l’elettrica che le persone saranno davvero disposte a comprare?»

E forse sarà questa a decidere il prossimo capitolo dell’automobile. Non necessariamente vincerà quella con più cavalli. Né quella con la batteria più grande. E neppure quella che sulla carta percorre più chilometri.

LA FORMULA VINCENTE POTREBBE ESSERE PIÙ SEMPLICE
PREZZO
che una famiglia possa permettersi
AUTONOMIA
sufficiente per non pensarci continuamente
RICARICA
abbastanza veloce da non condizionare il viaggio
EFFICIENZA
per non compensare tutto con batterie gigantesche
QUALITÀ
capace di convincere chi arriva da un’auto tradizionale

È per questo che Geely E2, Chery Q, Leapmotor B03X e GAC Aion UT potrebbero rivelarsi commercialmente più importanti di alcune elettriche da 500 o 600 CV.

Da Torino, uno sguardo sull’auto che verrà

Il Salone Auto Torino 2026 non ci consegna una risposta definitiva sul futuro dell’automobile. Ci mostra però con grande chiarezza quanto rapidamente stia cambiando il mercato.

Nuovi marchi, nuove piattaforme, batterie più efficienti, ricariche sempre più rapide e una competizione internazionale che non concede più molto tempo per recuperare terreno.

L’elettrico non ha ancora risolto tutti i propri problemi. Prezzi, infrastrutture e accessibilità economica rimangono questioni reali.

Ma dopo Torino una cosa appare difficile da contestare: l’automobile elettrica non è più semplicemente una promessa sulla mobilità del futuro.

È già uno dei principali campi di battaglia dell’industria automobilistica mondiale.

 

Matteo e Margherita durante la giornata al Salone Auto Torino 2026. Foto: Auto Elettriche Italia.
DAL SALONE AUTO TORINO 2026
Matteo Brutto
Collaboratore e inviato di Auto Elettriche Italia

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