MERCATO AUTO | AGOSTO 2026
Il problema potrebbe essere anche il modello italiano degli incentivi:
troppo discontinuo e capace di mettere il mercato in attesa.
Il mercato italiano dell’auto elettrica rallenta ad agosto.
Le BEV si fermano al 6,4% delle immatricolazioni,
contro il 5,9% di luglio. Il confronto con agosto 2025, quando la quota
era del 4,9%, resta positivo, ma il dato assume un significato diverso
osservando l’andamento del 2026.
Terminata la forte spinta prodotta dagli incentivi, le immatricolazioni
sono rapidamente tornate su livelli molto più contenuti. La stessa UNRAE
sottolinea come l’“effetto incentivi” abbia ormai esaurito
la propria spinta.
Il rischio di un mercato “a singhiozzo”
Ed è proprio qui che emerge una delle debolezze del modello italiano.
Bonus anche molto elevati, concentrati però in finestre temporali limitate
e con criteri che restringono la platea, rischiano di creare un mercato
“a singhiozzo”: gli acquisti accelerano quando arrivano
gli incentivi e rallentano quando terminano, perché una parte degli
automobilisti preferisce aspettare il bonus successivo.
ma come e per quanto tempo incentiviamo.”
Francia e Spagna: non più soldi, ma più continuità
È soprattutto questo che distingue l’Italia da altri grandi mercati europei.
Francia e Spagna stanno cercando di inserire il sostegno alla mobilità
elettrica all’interno di strategie più strutturali e pluriennali,
nelle quali automobilisti e industria possono conoscere con maggiore anticipo
la direzione della politica pubblica.
Il rischio è alternare improvvise accelerazioni a successive frenate.
affiancato da strumenti come il leasing sociale.
una prospettiva che guarda alla fine del decennio.
Non si tratta semplicemente di mettere più denaro sul tavolo. Il punto è
rendere gli incentivi più prevedibili, continuativi e accessibili
a una platea più ampia, evitando che il consumatore debba chiedersi
ogni anno se arriverà un nuovo bonus, quando partirà e quanto durerà.
Forse anche l’Italia dovrebbe cambiare filosofia:
incentivi individualmente meno elevati, ma disponibili con continuità
per diversi anni, semplici da utilizzare e rivolti a una platea più vasta.
l’elettrico italiano cresce rispetto al 2025,
ma continua a mostrare una forte dipendenza dalle politiche di incentivazione.
rischieremo di avere un mercato che corre quando arriva il bonus
e torna ad aspettare non appena il bonus finisce.
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