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Ferrari Luce venduta per 40 milioni di dollari: il “fallimento elettrico” che ha battuto ogni record

Ferrari Luce venduta per 40 milioni di dollari: il “fallimento elettrico” che ha battuto ogni record

La prima Ferrari completamente elettrica era stata accolta da critiche durissime. C’era chi la considerava troppo distante dalla tradizione di Maranello, chi contestava il suo stile e chi era arrivato a descriverla come il simbolo di una Ferrari pronta a rinnegare la propria storia.

Poi è arrivato il verdetto dell’asta di Monterey.

La Ferrari Luce “Chassis 0”, primo esemplare di produzione della prima vettura completamente elettrica del Cavallino Rampante, è stata aggiudicata da RM Sotheby’s per l’incredibile cifra di 40 milioni di dollari, equivalenti a circa 34,6 milioni di euro.

Non soltanto un risultato molto superiore alle aspettative, ma un vero record mondiale: mai un’automobile nuova aveva raggiunto una simile valutazione in un’asta.

Da poco più di un milione a 40 milioni di dollari

La stima iniziale indicata per l’esemplare superava 1,1 milioni di dollari. La Luce ha invece raggiunto un prezzo finale oltre 36 volte superiore, al termine di una gara combattuta soprattutto attraverso offerte telefoniche.

L’auto è stata proposta senza prezzo di riserva e RM Sotheby’s ha rinunciato alla commissione normalmente applicata all’acquirente. L’intera somma sarà devoluta alla Ferrari Foundation per sostenere progetti educativi destinati ai giovani negli Stati Uniti e in altri Paesi.

Si trattava quindi di un’asta benefica, circostanza fondamentale per interpretare correttamente una cifra tanto elevata. Ma neppure la finalità benefica, da sola, può spiegare completamente un risultato di questa portata.

Nel 2025 una Ferrari Daytona SP3 Tailor Made, anch’essa venduta per beneficenza, aveva stabilito il precedente record per una Ferrari nuova raggiungendo 26 milioni di dollari. La Luce ha superato quel primato di altri 14 milioni, diventando ufficialmente l’automobile nuova più costosa mai battuta all’asta.

Non una semplice Ferrari Luce

La vettura venduta a Monterey non è un normale esemplare di serie. È la “Chassis 0”, identificata dal numero di telaio ZFF21BUA8T0338000: la prima unità di produzione dell’intero programma Ferrari Luce.

È stata realizzata attraverso il programma Ferrari Tailor Made con una configurazione irripetibile, sviluppata insieme al Centro Stile di Maranello.

La carrozzeria presenta una speciale finitura Madreperla Semi-Gloss, creata espressamente per questo esemplare. Il pigmento produce riflessi iridescenti che variano dal verde al violetto secondo l’intensità e l’angolazione della luce.

Anche l’abitacolo segue il medesimo concetto estetico, con pelle metallizzata Le Mans in tonalità Perla, elementi secondari in Grigio Corvara, cerchi dedicati, pinze freno personalizzate e persino il Cavallino inserito su un particolare fondo bianco ottico.

Non è quindi semplicemente “una Ferrari Luce bianca”, ma un’automobile unica costruita attorno al tema della luce, della materia e della trasformazione cromatica.

Alla faccia di chi la considerava già un fallimento

Il debutto della Ferrari Luce aveva provocato una reazione fortemente divisiva. La sua carrozzeria a quattro porte e cinque posti, lo stile inconsueto e soprattutto l’assenza di un motore termico avevano alimentato le proteste di una parte degli appassionati più tradizionalisti.

Per alcuni, una Ferrari completamente elettrica non avrebbe potuto essere una “vera Ferrari”. Per altri, il progetto avrebbe allontanato la clientela storica senza riuscire a conquistarne una nuova.

Il risultato di Monterey non dimostra automaticamente che ogni esemplare della Luce possieda un valore di 40 milioni di dollari. Sarebbe un confronto improprio: parliamo della prima vettura prodotta, realizzata in configurazione unica e offerta durante un’asta benefica di enorme risonanza internazionale.

Dimostra però qualcosa di altrettanto importante: la prima Ferrari elettrica non è affatto priva di desiderabilità, prestigio o interesse collezionistico.

Qualcuno era disposto a impegnare 40 milioni di dollari per assicurarsi il primo capitolo elettrico della storia di Maranello. Questo dato non può essere cancellato da alcuna polemica sui social.

Una Ferrari diversa, ma tecnicamente autentica

La Luce rappresenta la trasformazione più radicale affrontata da Ferrari nella sua storia recente. Utilizza quattro motori elettrici, dispone di oltre 1.000 CV, accelera da 0 a 100 km/h in circa 2,5 secondi e può superare i 310 km/h.

La piattaforma, la batteria e le unità motrici sono state sviluppate con un forte coinvolgimento tecnico interno, mentre il progetto stilistico ha visto la collaborazione di LoveFrom, lo studio fondato da Jony Ive e Marc Newson.

Il prezzo di listino parte da circa 550.000 euro, una cifra che la colloca in una dimensione completamente diversa rispetto alle normali automobili elettriche. Ferrari non punta ai grandi volumi, ma alla creazione di un prodotto esclusivo capace di introdurre il marchio in una nuova epoca tecnologica senza trasformarlo in un costruttore generalista.

Ed è proprio qui che il risultato dell’asta acquista un significato più ampio.

Non è la vittoria di tutte le auto elettriche, ma è un segnale potentissimo

Sarebbe sbagliato utilizzare questa vendita per sostenere che l’intero mercato elettrico abbia già vinto ogni sfida. La Luce è un prodotto eccezionale, rivolto a una clientela ristrettissima, e la cifra raggiunta è legata anche alla beneficenza, all’unicità dell’esemplare e al valore storico del primo telaio.

Ma sarebbe altrettanto sbagliato liquidare l’episodio come irrilevante.

Ferrari è uno dei marchi più protetti, riconoscibili e simbolicamente legati al motore a combustione. Se proprio la sua prima automobile completamente elettrica riesce a diventare l’auto nuova più costosa mai venduta all’asta, significa che l’elettrificazione non è necessariamente incompatibile con il desiderio, il collezionismo e l’esclusività.

La Luce non ha cancellato la storia della Ferrari. Ha aggiunto un nuovo capitolo a quella storia.

E il mercato, almeno per il primo esemplare, ha assegnato a quel capitolo un valore di 40 milioni di dollari.

Alla faccia dell’auto che, secondo qualcuno, sarebbe nata già fallita.

Alessandro C. Sorrentino
Fondatore e Direttore Editoriale

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